martedì, 30 giugno 2009
Dedalo
Ho tracciato le notti al silenzio
Impetuoso, imperioso,
E ora credo nei mondi insensati,
Di forma contratta e pendula noia.
Le labbra posate al silenzio dei troni,
Sull’altissime vette da corone cerchiate,
Dischiudono a silenti segreti,
Assumono eteriche forme armoniose.
Toccano le calde mani nel sonno dei Santi,
Toccano il senso, la pelle, la carne assennata,
Toccano altezze indecenti, primigenie spirali.
Ali dai neri colori cangianti in luce,
Si schiudono: s’odono sulle note
Del tempo il vento e la fine.
venerdì, 12 giugno 2009
Salamandra di Fuoco
Seduto sui chiari bulbi ammaliati
L’effetto s’increspa, denuda
La pelle lunare, s’argenta
Di cenerina finezza, deplora.
Dagli spasmi interrotti
Di muscoli tesi s’inarcano
Grida, plumbee visioni dell’etere,
Abrase incertezze del vuoto.
Fuoco di salamandra che monda,
Purifica, svincola gli atti
In cartesiani assi, regola lo spazio.
Acqua coagulata in topazio,
Dissidenza in liquida forma,
Trasforma l’etereo vibrante in suadente materia.
mercoledì, 10 giugno 2009
Argo
Sublimi frattaglie dell’uomo
Soffocate in gola
E crisantemi pallidi
Da stringere alle dita,
Al cuore adombrato.
Vidi l’imperfetto discendere
E spensi una lacrima
Sul crinale dorato.
Era un soffio,
Era un graffio,
Era alito divino.
lunedì, 25 maggio 2009
Lamento Pentecostale
Come croce di ferro su bulbi oculari,
La morte ha segnato i nostri dorsi,
Il nostro valore, il nostro respiro.
Divorando brandelli di me
Mi spengo, cogliendo barlumi
Accecanti, riesumando il soffio
D’ali incurvate, sciupate, cupe.
Del massacro esistente,
Sento il fetore crescere in me,
Soffocante senso di vuoto,
Lacrime sottili, incomprensibili
Genitrici del male.
Ho sulle fredde dita
Un miserabile lamento angoscioso.
lunedì, 18 maggio 2009
Non ti diedi nè volto, nè luogo che ti sia proprio, nè alcun dono che ti sia particolare, o Adamo, affinchè il tuo volto, il tuo posto e i tuoi doni tu li voglia, li conquisti e li possieda da solo. La Natura racchiude altre specie in leggi da me stabilite. Ma tu che non soggiaci ad alcun limite, col tuo proprio arbitrio al quale ti affidi, tu ti definisci da te stesso. Ti ho posto al centro del mondo affinchè tu possa contemplare meglio ciò che esso contiene. Non ti ho fatto nè celeste nè terrestre, nè mortale nè immortale, affinchè da te stesso, liberamente, in guisa di buon pittore o provetto scultore, tu plasmi la tua immagine.
giovedì, 07 maggio 2009
Chi sono io?
L’essenza di me che parla attraverso il corpo
Chi sono io?
L’oscurità plumbea dietro ai miei occhi
Chi sono io?
Un essere umano
Chi sono io?
Miscuglio di pensieri e calma apparente
Chi sono io?
Una creatura strana, complicata
Chi sono io?
Corpo + intelletto + percezione di ciò che è percepibile
Chi sono io?
Talvolta uno stupido
Chi sono io?
Alessandro
Chi sono io?
Quel qualcosa d’invisibile che fa muovere corpo e mente
Chi sono io?
Il niente che prende forma
Perché esisto?
Per sperimentare la vita, la materia, i pensieri
Perché esisto?
Apparentemente non servo a niente
Perché esisto?
Per avere un ruolo nella creazione
Perché esisto?
Non per lavorare soffrire e morire
Perché esisto?
Non lo so
Perché esisto?
Per gioire dell’esistenza
mercoledì, 22 aprile 2009
mercoledì, 22 aprile 2009
Metempsicosi
Se penetrassi le forche caudine
Dell’esistenza, invise da
Splendenti campanelle dorate
Accovacciate nella bocca dei sogni
E dedicassi un attimo pendulo
Alla consapevolezza increspata
Del respiro armonioso, nobile
Nell’antro cavernoso del cuore
E le scintillanti fiammelle dorate,
Designate all’altare del tempo,
Conducessero per mano il cantico
Antico, immemore, fino al fulgore,
Allora compenetrerei l’esistenza
E, consapevole, mi spegnerei nel Tutto.
giovedì, 02 aprile 2009
« Verum, sine mendacio certum et verissimum,
quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione. Pater eius est sol, mater eius luna; portauit illud ventus in ventre suo: nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit. Sic mundus creatus est. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi.
Completum est quod dixi de operatione solis. »
Traduzione:
« È vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l'ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.
Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato. »
mercoledì, 01 aprile 2009
martedì, 31 marzo 2009
Albedo
Ciò che sono
Ciò che ero
Ciò che sarò
Si fonde al niente,
Al vacuo, all’eterno.
Ciò che le mie mani
Toccheranno ancora
Sarà vita nuova che scorre
Che vibra altissima,
Che trasmuta.
Ciò che le mie lacrime
Solcheranno di gioia
Sarà un volto nuovo,
Sereno, mite,
Instancabile
E il mio respiro lento,
Luminoso,
Sarà fulgente armonia del cuore.
giovedì, 19 marzo 2009

150x100
Olio su tela
2009
Per leggere il significato evidenziare di seguito
Nella parte bassa è raccolto ciò che lega alla terra, il tempo (orologio), l’ironia (l’uomo che fa la linguaccia), la memoria della propria esistenza (il diario), il rapporto con l’amore (il mortaio di pietra che rappresenta il cuore dove dentro è stato pestato il sangue), la capacità di non perdersi (il filo), la comodità della vita e la pigrizia (il divano) e le paure (maschera demoniaca)
Si sale, c’è la scala, legato alla scala c’è un nastro arancione, il tramonto, l’inizio di qualcosa di nuovo, la scala comunque poggia sulla terra, ha bisogno di averla come base.
Nella mano destra tiene un cubo, rappresenta qui la comprensione di tutto ciò che è terreno fino ad elevarlo a concetto. Anche se è pesante e difficoltoso (lacera la carne, tutta la parte destra presenta tagli) viene portato sulla scala.
In cima alla scala ci sono i libri, la conoscenza, il sapere.
Sulla destra c’è un attaccapanni, l’essere umano, una volta che ha reso “concetto” ciò che è terreno se ne può liberare spogliandosi di ciò che lega alle passioni terrene.
Tiene in mano la sfera di luce, la conoscenza, la parte impalpabile e spirituale, tutto ciò che è elevato.
Indossa comunque la maschera, durante la fase del risveglio continua ad avere bisogno di tenere nascosto quello che è, l’espressione sembra demoniaca, ma nessuno può sapere cosa c’è sotto la maschera.
La sfera è in contatto con la parte alta della tela, come se il messaggio dovesse continuare oltre il quadro.
La porta sullo sfondo è quella che deve essere aperta per poter divenire Uomo Nuovo.
Anche la mia firma ha superato la morte, se ne è liberata ed è divenuta concetto.
mercoledì, 11 marzo 2009
Prostituzione ignea del niente, risolvi, evolvi, coagula, macula, le lettere si ripetono, niente è per caso, tutto discerne dal niente, vi è una porta nella mente, vi è una porta trovala, entra nella porta, il tuo vuoto, il vuoto degli altri, solvi, aggiungi il senso perpetuo, il mio suono è enorme, capovolgiti disintossicati, ammalia leggiadro capelli al vento, l’agnello, il seno, le labbra, la pelle, dipingi in modo migliore, acquista la vista, acquista il potere, discerni, pitagora, plutarco, melchiorre, gli angeli, serafini dalle lucide ali, altissimo, volta, vola altissimo, gli occhi si spengono, il sudore gronda, la fronte è tirata, discendi, discendi, discendi, nell’abisso, e risali, il cerchio la ruota, evolvi, sibila fra i denti la melodia, apri il cuore, senti come sfuggono da te le dita, sulla vita, sul senno, sul senso, pelle, pelle pelle, acquisisci il colore della pelle, riproducilo, osserva il silenzio, persevera, colore amaranto, il bianco, il nero, il rosso, il verde, il viola, la luce, la gloria, discendi, apri, amore, mistifica, balena il non senso, opprimi, ritorna al santuario, immergiti nella terra, vi è un’opera oscura, saggia, lucente, ritorna nel sole, malinconico sole, il sole degli avi, la storia del mondo, dell’universo, il senso del tutto, esistenza, coscienza, luce.